La scomparsa e la reintroduzione del bue muschiato alle Svalbard

Simile a un bue, ma DNA più vicino a quello di capre e pecore: stiamo parlando del bue muschiato, un animale corpulento, dal peso  variabile dai 250 ai 400 kg e l’altezza dagli 1,3-1,6 metri, gli arti tozzi e corti, il muso largo e sgraziato, gli occhietti piccoli e la testa di grandi dimensioni sulla quale sono poggiate due lunghe corna ricurve. Una sua peculiarità è il lungo mantello – quasi un metro – definito “muschiato” per l’odore caratteristico e in grado di tenerlo ben caldo, nonostante le rigide temperature.

La tundra norvegese, l’habitat del bue muschiato

Il bue muschiato vive nelle regioni artiche, come Alaska, Groenlandia e Canada. Di recente è ritornato a vivere nella tundra norvegese, oltre che in Russia e tra le montagne svedesi. Qui questo simpatico animale rischiò l’estinzione, ma grazie a delle sagge misure di tutela ha continuato a proliferare negli anni, invertendo la tendenza. Ad oggi infatti la specie del bue muschiato conta all’incirca 65.000-85.000 esemplari.

La tundra norvegese è caratterizzata da scarse precipitazioni ed un clima piuttosto rigido: in inverno si arriva anche a -40 gradi, mentre in estate difficilmente si superano i 10-15 gradi. Il bue muschiato è riuscito e tuttora è in grado di sopravvivere in simili condizioni grazie al suo pelo, un vero e proprio termoisolante naturale. Non è un caso che i primi che calpestarono il suolo lunare, avevano degli scafandri la cui imbottitura era proprio a base di peli di questo animale. Proprio come il bue muschiato, Svalbard Islands sa che coprirsi adeguatamente in condizioni rigide può fare la differenza; per questo ha ideato Nobile N1, un giaccone adventure, ma perfetto anche per una passeggiata in città.

Gli altri animali della tundra

Tutti gli animali della tundra – o quasi –  presentano una caratteristica in comune: hanno dei cicli riproduttivi molto veloci poiché devono prepararsi alla rigidità invernale. La fauna tipica è costituita da alci, volpi e orsi polari, grizzly, lemming, lupi e molti esemplari di avifauna ovvero uccellini dal becco privo di denti e espansioni polmonari, grazie alle quali riescono a respirare più profondamente.

Il ciclo riproduttivo della femmina di bue muschiato costituisce forse uno dei pochi esempi dalla durata più prolungata; non a caso tale animale impiega ben otto mesi per partorire il suo piccolo.

Il bue muschiato nel combattimento: l’unione fa la forza

Potremmo quasi dire che il bue muschiato nel combattimento rivela la sua natura sociale, la quale è stata proprio una delle motivazioni principali per cui è riuscito a riprodursi nonostante le difficili condizioni di vita. Uno dei pericoli maggiori infatti è rappresentato dalla presenza di alcuni animali, in primis i lupi artici. Per proteggersene, i buoi muschiati sono soliti riunirsi in un branco circolare, lasciando i più piccoli all’interno, mentre i più adulti puntano le corna all’esterno per proteggerli e tramandare la specie.

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