La banca dei semi delle Svalbard: una misura contro il surriscaldamento globale

Sei hai già sentito parlare delle isole Svalbard probabilmente il primo aneddoto che avrai ascoltato è che si tratta dell’unico posto al mondo dove “non si può né nascere né morire”. A causa delle particolari condizioni atmosferiche e territoriali, non esiste un reparto di ostetricia e, attualmente, è in atto un divieto di sepoltura − dal momento che le basse temperature impedirebbero ai corpi di decomporsi −. Eppure, persino un luogo così lontano e incontaminato non è indenne dagli effetti del surriscaldamento globale.

Le conseguenze del surriscaldamento globale

Il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale non sono fenomeni che si presentano da un giorno all’altro, ma si insinuano gradualmente e portano a cambiamenti devastanti e inesorabili. È possibile combattere il surriscaldamento globale e le sue conseguenze? Mentre gli scienziati si arrovellano per trovare una risposta, noi sappiamo che, se la situazione non dovesse migliorare, la vegetazione dell’intero eco-sistema risulterebbe irrimediabilmente compromessa, per sempre.

Il deposito sotterraneo della banca dei semi delle Svalbard

Il nome ufficiale è Svalbard Global Seed Vault e si tratta proprio di una cassaforte che conserva una smisurata varietà di sementi provenienti da ogni angolo della terra. Non contiene oro o pietre preziose, ma la banca dei semi è uno dei beni più preziosi se volgiamo un pensiero al futuro. Al di là del surriscaldamento globale e qualsiasi altra calamità, sappiamo che grazie a questo bunker super protetto vengono preservate le principali colture mondiali − parliamo di più di un milione di semi provenienti da 74 paesi −.

L’importanza dell’etica ambientale oggi

La filosofia di Svalbard si basa principalmente sull’etica ambientale. Il riconoscimento del valore oggettivo dell’eco-sistema, indipendentemente dal possibile vantaggio che potrebbe trarne l’uomo, è indiscusso. Noi stessi possiamo fare molto per rendere il nostro mondo più green, a partire da comportamenti quotidiani; evitare certi alimenti, scegliere veicoli meno inquinanti e indumenti resistenti che perdurano nel tempo contribuirebbe già moltissimo alla salvaguardia dell’ambiente.

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