Curiosità sul cucciolo di orso bianco e caratteristiche

A tutti è capitato, presto o tardi, di fermarsi ad ammirare anche solo in video l’incredibile commistione di bellezza e tenerezza  che suscita la vista di un cucciolo di orso bianco, tra i mammiferi più grandi.

L’orso bianco o orso polare, nome scientifico Ursus maritimus della famiglia Ursidae, è diffuso in tutte le regioni artiche – dal Canada alla Russia, passando per Groenlandia, Norvegia e Islanda – e la sua presenza è legata ai confini tracciati dalla presenza del ghiaccio.

La gestazione dei cuccioli dura in media dai 195 ai 265 giorni e si conclude solitamente tra il mese di novembre e i primi giorni di gennaio.

Appena nati i cuccioli restano constantemente con le madri fino ad aprile, periodo durante il quale lasciano la tana e smettono di assumere il latte materno, particolarmente grasso: dal mezzo chilo di peso iniziale, dopo appena 4 mesi i giovani orsi polari hanno già raggiunto i 10-15 Kg.

L’accoppiamento tra gli orsi polari

Il periodo di accoppiamento per gli orsi polari è fortemente limitato dal tempo che le madri dedicano esclusivamente all’educazione dei cuccioli: per quasi tre anni, infatti, le nuove leve devono apprendere tutto ciò che è necessario per la loro sopravvivenza.

Questo lungo attaccamento materno riduce sensibilmente i tempi disponibili per l’accoppiamento che, per gli orsi polari, corrispondono a due momenti ben definiti: il tardo inverno e l’inizio della primavera, momento in cui maschio e femmina formano una coppia.

Una volta terminato l’accoppiamento, la femmina di orso si prepara ad affrontare la lunga gestazione dedicandosi alla costruzione di una tana sommersa dalla neve, luogo ideale dove far nascere e allevare i cuccioli.

Il cannibalismo animale

I recenti mutamenti climatici, causati in particolar modo dagli alti livelli di inquinamento ambientale, hanno portato alla comparsa di una nuova forma di cannibalismo animale che interessa proprio gli orsi polari.

L’orso polare, infatti, è il simbolo di una svolta tragicamente importante: il riscaldamento degli oceani ed il relativo scioglimento dei ghiacci hanno alterato flora e fauna a tal punto da spingere soggetti della stessa specie a nutrirsi della carne dei propri simili.

I maschi adulti affamati di orso polare, sfiancati da marce e periodi di fame sempre più lunghi, arrivano a nutrirsi soprattutto di cuccioli che, deboli ed indifesi, rappresentano una preda ideale, facile da catturare.

L’estinzione degli orsi polari

Come rivelano sempre più studi scientifici condotti da gruppi di ricerca universitaria e ONG di tutto il mondo – da Maxisciences a Terresacrée – l’estinzione degli orsi polari rappresenta un pericolo concreto e più prossimo di quanto si possa pensare.

Le repentine alterazioni climatiche che hanno intaccato flora e fauna del Circolo Polare Artico rendono impossibile la vita di pesci e foche, prede principali degli orsi polari e anch’essi vittime della distruzione della catena di nutrizione animale.

L’allarme lanciato dal WWF in occasione del Polar Bear Day è tanto semplice quanto drammatico: dai circa 30.000 esemplari presenti oggi nei territori nordici si passerà, nei prossimi 35 anni, ad un numero inferiore di almeno il 35%.

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