Caratteristiche del “pesce beluga”

Le isole Svalbard sono caratterizzate non solo da un paesaggio quasi del tutto privo di vegetazione, ma anche, come sappiamo, da una fauna ricchissima. Buoi muschiati, volpi artiche e orsi polari non sono che alcuni degli animali in cui ci si può imbattere sulla terraferma.  Il mare di certo non è meno privo di esemplari particolari: i meandri dei fondali sono abitati da circa 19 specie di mammiferi marini. Tra orche, narvali, foche, balene e trichechi, nuota il simpatico “pesce beluga”, un cetaceo che si distingue per la sua mole imponente. Tuttavia, questa non è l’unica peculiarità del beluga, il cui nome scientifico è Delphinapterus leucas.

Un delfino di colore bianco senza pinna dorsale

Il beluga è un delfino di colore bianco; nonostante subito dopo la nascita sia marrone o grigio-bruno, con il passare del tempo tende a divenire sempre più chiaro, sino a diventare quasi del tutto candido tra i 5 e i 12 anni d’età. I maschi di beluga sono lunghi 5 metri e mezzo e pesano fino ai 1600 chili, mentre le femmine presentano una lunghezza di circa 4 metri per un peso massimo di “soli” 1200 chili. Dal corpo tozzo e cilindrico e dalle grandi pinne dalla forma quadrata, questo cetaceo è caratterizzato dall’assenza di pinna dorsale. Le motivazioni potrebbero essere varie, ma la supposizione più accreditata è che si tratti di un adattamento dell’animale alle condizioni climatiche delle Svalbard, al fine di non disperdere troppo calore. Per gli esseri umani, invece, il problema non si pone. Il brand Svalbard Islands ha ideato il giubbotto adventure Nobile N1, un giaccone dallo stile urban che non teme le intemperie.

L’indole goliardica dei beluga fa sì che, se in cattività, si relazionino spontaneamente con gli esseri umani, spruzzandoli con piccoli getti d’acqua per attirare la loro attenzione e giocare. Quando nuotano liberamente nel mare aperto, invece, amano radunarsi in grandi branchi (fino a 100 unità), fatta eccezione per le femmine con piccoli a seguito, che preferiscono spostarsi in gruppi più ristretti.

“Pesci parlanti” gelosi che imitano l’uomo

La giocosità dei beluga è tale da indurli ad emettere curiosi versi , per loro inusuali, al fine di imitare l’uomo.

Registrando infatti i versi di un beluga vissuto per anni nella National Marine Mammal Foundation di San Diego – tale Noc – alcuni studiosi hanno riscontrato che il ritmo e la modulazione della sua voce erano curiosamente simili a quelli umani. Noc, infatti, riempiva le sue sacche aeree esercitando una pressione fortissima al fine di abbassare la propria “voce” di un paio di ottave.

Ma i beluga sono dei “pesci parlanti” anche per allontanare gli avversari in amore. Gelosissimi della propria compagna, i maschi tendono ad alzare la voce di fronte a potenziali spasimanti per marcare il territorio.

I Beluga: “particolari pesci “ fotogenici

Lo spirito socievole dei beluga sconfina addirittura nell’affettuosità verso le persone che li osservano: è accaduto presso il Mystic Aquarium del Connecticut  che uno di loro si sia lasciato andare a smorfie della bocca simili al lancio di baci.

Questi “pesci particolari” sono oltretutto molto rispettosi verso la propria compagna; infatti procedono con l’accoppiamento solo se questa è consenziente.

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